Giovanni Scarafile

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Food Clear label, essere trasparenti conviene

In Uncategorized on 18 July 2016 at 9:07 AM

bimba arance

Maria Elena Latino

“Ogni individuo si sforza di impiegare il proprio capitale in modo che il suo prodotto possa essere di grandissimo valore. Generalmente non intende né promuovere il pubblico interesse, né sa quanto lo sta promuovendo. Si prefigge solo la sua sicurezza, solo il suo guadagno. In ciò è guidato da una mano invisibile per prefiggersi un fine, che non ha nessun interesse della sua intenzione. Perseguendo il suo interesse spesso promuove quello della società più efficacemente di quando realmente intenda promuoverlo

ADAM SMITH

 

L’approccio all’etichetta classico, “clean labeling” (Hillmann, 2010), ha necessità di evolvere abbracciando al suo interno concetti di trasparenza ed eticità.

La “clear label” (Agriculture and Agri-Food Canada, 2015) è ciò che una porzione, sempre più crescente, di consumatori richiede al settore agroalimentare, per mettere in atto un processo di democratizzazione del sistema cibo secondo i principi di sostenibilità della food citizenship (Wilkins, 2005). Secondo l’indagine condotta dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (2015), 9 italiani su 10 vogliono la carta d’identità sui cibi e il 70% di essi dichiara di voler conoscere l’origine del cibo che consuma per “questioni etiche”. Un chiaro trend di comportamento d’acquisto vede quindi il consumatore scegliere prodotti che rispondono ad interessi personali (Reiche et al., 2012) che possono essere semplici preferenze o valori ideologici che sfociano in nuovi target di prodotto come il cibo biologico, vegetariano, localmente prodotto, senza allergeni (ad esempio Gluten free) o sostenibile (Gonzalez-Miranda et al., 2013). Trend decisamente in crescita: ad esempio il mercato mondale del biologico si è quintuplicato negli ultimi 15 anni, raggiungendo nel 2015 gli 80 miliardi di dollari (IFOAM, 2015).

Ora ci chiediamo: può l’impresa dell’agroalimentare trarre vantaggio dal rispondere all’esigenza di trasparenza che il consumatore ha palesato? Aprire le porte dell’impresa e mostrare il proprio operato può aiutare ad aumentare il proprio fatturato guadagnando queste nuove fasce di mercato?

Come la “mano invisibile”, la creazione di una “Food Clear Label potrebbe rappresentare una nuova forma di convenienza per l’impresa dell’agroalimentare capace di promuovere l’interesse sociale del Food Citizen.

 

References

Agriculture and Agri-Food Canada (2015). Emerging Food Innovation: Trends and Opportunities. ISBN 978-0-660-03656-4.

Gonzalez-Miranda, S., Alcarria, R., Robles, T., Morales, A., Gonzalez, I., & Montcada, E. (2013, July). Future supermarket: overcoming food awareness challenges. In Innovative Mobile and Internet Services in Ubiquitous Computing (IMIS), 2013 Seventh International Conference on (pp. 483-488). IEEE.

Hillman, J. (2010). Reformulation key for consumer appeal into the next decade. Food Rev, 37(1), 14-16.

IFOAM (2015). Into the future. Annual report 2015.

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (2015). Consultazione pubblica online sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari.

Reiche, R., Lehmann, R. J., Schiefer, G., & und Informationsmanagement, O. (2012). Visions for creating food awareness with future internet technologies. In GIL Jahrestagung (pp. 243-246).

Wilkins, J. L. (2005). Eating right here: Moving from consumer to food citizen. Agriculture and human values, 22(3), 269-273.

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Maria Elena Latino. Laureata con lode in Ingegneria Gestionale presso l’Università del Salento nel 2010. Ha conseguito un master in addestramento alla ricerca interdisciplinare nel settore aeronautica nel 2012. Ricercatrice presso il cPDM Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento dal 2012. La sua attività di ricerca è caratterizzata da un approccio multidisciplinare e riguarda i temi della tracciabilità agroalimentare, tecnologie applicate al settore marino e dell’acquacoltura, lo sviluppo di nuovo prodotto, il Product Lifecycle Management, la modellazione e simulazione dei processi di business, Technical Knowledge Management e l’Entrepreneurship. Associata di Naica SC. Dal 2013 si occupa delle seguenti attività: fundraising, project management, Business Process Management and Reengineering, Business Plan, Business Model, analisi di mercato e analisi finanziarie.

 

Food citizenship, esigenze e consapevolezze nella scelta alimentare contemporanea

In Uncategorized on 30 June 2016 at 7:14 PM

Maria Elena Latino

Maria Elena Latino

 

Siamo ciò che mangiamo – Feuerbach, 1862

Il legame tra l’uomo e il cibo è antico e fonda le sue radici in aspetti culturali e multidisciplinari. Sebbene potrebbe sembrare superficiale racchiudere tali aspetti in un’unica frase, è essenziale riconoscere come la scelta alimentare sia elemento cardine del vissuto sociale quotidiano.

I consumi alimentari sono soggetti a cambiamenti per effetto di diverse variabili di natura economica, sociale e culturale (Cerosimo, 2011). Se nei primi anni della recessione (2007-2009), l’indisponibilità finanziaria ha portato il consumatore ad una contrazione della spesa alimentare con la scelta di alimenti essenziali, low cost e di scarsa qualità (Trafiletti, 2011), si registra negli ultimi anni un’importante inversione di tendenza: una crescente fascia di consumatori sceglie prodotti genuini presso mercati locali. Nel 2013 il 67% degli acquisti agroalimentari italiani avviene nei “farmers market” con un tasso di crescita del 25% rispetto all’anno precedente (Coldiretti, 2014).

Si assiste dunque, alla diffusione della “Food citizenship”, una serie di comportamenti legati al cibo che supportano, promuovono e scelgono lo sviluppo di un sistema cibo democratico e sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale (Wilkins, 2005).

Le informazioni di cui il cliente ha bisogno derivano da esigenze personali come ad esempio problemi di salute, scelte etiche o ambientali (Reiche et al., 2012). La complessità del settore alimentare e la varietà dei prodotti offerti, sollevano incertezze per i consumatori.

Quali sviluppi dunque aspettarsi in un contesto in cui la consapevolezza alimentare cresce? Il consumatore necessita di maggiori informazioni grazie alle quali assicurarsi che le scelte alimentari compiute risultino in linea con i propri valori personali (benessere degli animali, commercio equo-solidale, sfruttamento del lavoro, impatto ambientale, benessere e salute, ecc.). L’approccio all’etichetta classico ,“clean labeling” (Hillmann, 2010), ha necessità di evolvere abbracciando al suo interno concetti di trasparenza ed eticità.

 

References

Cersosimo, D. (2011). I consumi alimentari: evoluzione strutturale, nuove tendenze, risposte alla crisi. Edizioni Tellus, Roma.

Feuerbach, L. (1862). Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia.

Hillman, J. (2010). Reformulation key for consumer appeal into the next decade. Food Rev, 37(1), 14-16.

http://www.coldiretti.it/News/Pagine/151––-1-Marzo-2014.aspx

Reiche, R., Lehmann, R. J., Schiefer, G., & und Informationsmanagement, O. (2012). Visions for creating food awareness with future internet technologies. In GIL Jahrestagung (pp. 243-246).

Wilkins, J. L. (2005). Eating right here: Moving from consumer to food citizen. Agriculture and human values, 22(3), 269-273.

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Maria Elena Latino. Laureata con lode in Ingegneria Gestionale presso l’Università del Salento nel 2010. Ha conseguito un master in addestramento alla ricerca interdisciplinare nel settore aeronautica nel 2012. Ricercatrice presso il cPDM Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento dal 2012. La sua attività di ricerca è caratterizzata da un approccio multidisciplinare e riguarda i temi della tracciabilità agroalimentare, tecnologie applicate al settore marino e dell’acquacoltura, lo sviluppo di nuovo prodotto, il Product Lifecycle Management, la modellazione e simulazione dei processi di business, Technical Knowledge Management e l’Entrepreneurship. Associata di Naica SC. Dal 2013 si occupa delle seguenti attività: fundraising, project management, Business Process Management and Reengineering, Business Plan, Business Model, analisi di mercato e analisi finanziarie.